SCUSATE: ABBIAMO SCHERZATO! (Gazzetta Tributaria n.30/2025)

SCUSATE: ABBIAMO SCHERZATO! (Gazzetta Tributaria n.30/2025)

30 – L’ ennesimo decreto sui rinvii modifica di nuovo la platea delle pendenze con il Fisco.

 

Il 20 febbraio (tra l’altro in anticipo sulla scadenza prevista per il 25 febbraio) è stato approvato il decreto mille proroghe 2025.

Sembra un irridente balletto rituale: nel corso dell’anno, o degli anni, vengono stabiliti tempi e modi per eseguire determinati adempimenti, vi sono scadenze dichiarate tassative da rispettare ed in base alle quali vengono formulati i piani di sviluppo o di ristrutturazione, e poi verso fine anno riappare il decreto “mille proroghe” che come dice il testo sposta, magari senza una precisa ragione immediatamente verificabile, le scadenze di azioni, adempimenti, pagamenti o simili.

Oltre tutto si sta creando una sorta di “legittimo affidamento” al rinvio, (siamo al ventesimo appuntamento), per cui domani sarà certamente arduo far rispettare tassativamente una scadenza!

Il decreto 2025, che sarà pubblicato settimana ventura sulla Gazzetta Ufficiale, come al solito contiene una svariata miscellanea di provvedimenti che potranno essere successivamente approfonditi, ma di immediato impatto riapre i termini delle rottamazioni tributarie di cartelle in essere e non rispettate.

Non si parla di definizione di liti, di proroga di termini per l’accertamento, di modifiche al TUIR: è solo un provvedimento che riguarda la riscossione, e interessa quei contribuenti che avendo chiesto nel 2024 e anni antecedenti la rottamazione di tributi iscritti a ruolo, ottenendo l’abbuono di sanzioni e interessi (quasi tutti!) e la ripartizione del debito residuo in rate diluite, non sono riusciti a pagare una o più rate scadute essendo quindi decaduti al 31/12/2024 dal beneficio (vuol dire ritrovarsi a dover pagare interessi e sanzioni, che per poste datate nel tempo possono tranquillamente superare il capitale!).

Aspettiamo le istruzioni operative, ma il testo “quadro” della nuova legge consente di recuperare la rottamazione interrotta, con una domanda da presentare entro aprile, una risposta che arriverà a giugno, la ripartizione del residuo in 10 rate trimestrali, a condizione che venga correttamente versata la rata della rottamazione in corso, che scade a febbraio 2025, da pagare entro il 5 marzo 2025.

Certamente un provvedimento che rasserena gli orizzonti d tanti contribuenti che sperano in una ripresa economica.

Ma non possiamo non stigmatizzare l’ulteriore confusione che sorge in ordine al numero delle rate di pagamento.

Si sbandiera che la nuova riscossione riguarderà la possibilità di pagare in 7 anni (84 rate mensili) e facilmente in 10 anni (120 rate mensili) e poi questo salvagente dell’ultima ora, la riapertura della rottamazione, che evidentemente si rivolge a soggetti dalla finanza non propriamente florida riduce le rate a 10 trimestrali, da luglio 2025 a novembre 2027!

Abbiamo già commentato la confusione pericolosa che il Fisco genera sulle varie scadenze (Gazzetta Tributaria n. 17/2025); ora si aggiunge la confusione sulle rate, sia per la durata (mensili o trimestrali senza un preciso indirizzo), e sulla durata della dilazione.

Non ci sarà mai quiete?

 

Gazzetta Tributaria 30, 22/02/2025

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