21 Mar PASTICCIO O SFORTUNA? (Gazzetta Tributaria n.52/2025)
52 – Una proroga nascosta tra le pieghe di un decreto legge rivolto a tutt’altro rivela un disagio nella gestione dei crediti di imposta …… esagerati!
Anche chi non si occupa professionalmente di leggi, tributi e pagamenti ha ben conosciuto il vero e proprio pasticcio globale, dilatato dalla componente disonesta di taluni operatori, che è stato creato nei conti pubblici dal c.d. “BONUS 110%” per l’edilizia male scritto e peggio applicato.
Sia pure con dimensioni minori un altro fantasma da credito fiscale aleggia nei conti di tante imprese: il “BONUS CREDITI RICERCA E SVILUPPO” creati una decina di anni fa e che, spesso non passano il setaccio delle verifiche fiscali.
Dato che si tratta di una materia soggettivamente opinabile – quando una ricerca ha effettivamente caratteri di novità e autosufficienza? – si è creato un contenzioso certamente esagerato rispetto all’effettivo contenuto dell’agevolazione, e tale contenzioso “inquina” ancora oggi i bilanci, facendo anche perdere la rotta al legislatore.
Vari provvedimenti di sanatoria hanno consentito al soggetto che aveva goduto, indebitamente, del credito “Ricerca e Sviluppo”, di riversare il credito speso senza interessi e sanzioni, ed evitando le eventuali fattispecie penali; l’ultima sanatoria aveva come termine ultimo il 31 ottobre 2024.
Vera e propria sorpresa carnevalizia (ma era trascorso da una settimana!), la G.U. del 14 marzo 2025 pubblica il decreto legge n.25/2025: Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni e sorpresa l’art.19 riapre sino al 3 giugno 2025 il termine per riversare, con esclusione di sanzioni e interessi, quei crediti goduti indebitamente in passato; la riapertura può riguardare anche chi non aveva mantenuto appieno il piano di riversamento del passato; riguarda anche coloro che non avevano impugnato, a suo tempo, i provvedimenti di recupero e pertanto dovrebbero avere un quadro di certezza debitoria.
Non annoiamo il lettore con la descrizione del perverso intreccio di scadenze dei pagamenti rateali e simili, ma non possiamo esimerci dallo stigmatizzare come il nostro legislatore, qualunque sia il colore politico del governo, è certamente sfortunato quando propone, verifica e sanziona la creazione e la gestione dei crediti fiscali, tanto che deve intervenire con successivi passaggi parlamentari per aggiustare il tiro, ampliare la platea dei beneficiari e, a dirla con parole semplici, cercare di mettere toppe a impianti formali che fanno acqua da tutte le parti!
Se condividiamo la constatazione che specialmente in materia di legislazione fiscale una volta fatta la norma ogni fessura può diventare un baratro, e la ricerca della interpretazione più favorevole, anche magari forzata, viene esasperata; assistiamo sconcertati a queste maldestre azioni di retromarcia: riaprire un termine dopo quasi sei mesi dalla scadenza, sconvolgendo tutti i calendari dei pagamenti, non è un momento di sfortuna, è proprio (come diceva Gadda) “quer pasticciaccio brutto ..….”.
Gazzetta Tributaria 52, 21/03/2025
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