LA LITE DIVENTA FISIOLOGICA? (Gazzetta Tributaria N.53/2025)

LA LITE DIVENTA FISIOLOGICA? (Gazzetta Tributaria N.53/2025)

 

53 – L’ analisi dell’andamento 2024 del contenzioso tributario sembra confermare una dimensione cristallizzata.

 

Sono stati diffusi i dati 2024 dell’andamento del contenzioso tributario, quel “mondo separato” della attività giudiziaria che si avvia alla più formale istituzionalizzazione: dal 1 gennaio 2026 entrata in vigore del TESTO UNICO DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA: giudici di carriera, sedi delle varie Corti di Giustizia concentrate per assicurare il tempo pieno, una sezione della Cassazione esclusivamente dedicata alle vertenze tributarie che lavora a tutto vapore (!), e i dati diffusi confermano che di efficienza vi è un grande bisogno.

Ricordavamo nella GAZZETTA TRIBUTARIA n. 136/2024, dello scorso settembre, come la dimensione numerica del fenomeno della lite tributaria sembri oramai definita; anche i dati dell’iter 2024 sembrano confermare questa tendenza.

Tra primo grado ed appelli nel 2024 sono pervenuti nelle Corti circa 225mila ricorsi, rispetto a 180mila nel 2023 e 190mila nel 2022; sono stati definiti 211mila procedimenti, e quindi a fine anno vi sono vi sono ancora 259mila giudizi pendenti presso le Corti di Giustizia, ed erano 268mila nel 2023 e 269mila nel 2022.

Sembra quasi che questo zoccolo duro di vertenze in attesa di trattazione non risenta dei vari procedimenti che vorrebbero sfoltirne il numero; a volte si riscontra anche una “vis pugnandi” da parte dell’Agenzia che instaura appelli pretestuosi pur di non perdere.

Rimane anche cristallizzato, intorno al 48% la percentuale dei giudizi favorevoli all’Agenzia, e quindi viene confermata quella sostanziale equivalenza delle posizioni: una volta su due ha ragione, almeno parzialmente, il contribuente; una vota su due ha ragione l’l’Ente impositore.

Avanti le Corti di Giustizia di Primo Grado si conferma anche la straordinaria litigiosità delle regioni meridionali: la Campania, la Sicilia e la Calabria registrano oltre il 56% delle liti in primo grado! Anche l’arretrato si colloca nel Meridione: tra Roma, Napoli e la Calabria e la Sicilia vi sono oltre il 50% dei giudizi pendenti.

Una nota di sorpresa è data dalla ripartizione geografica della dimensione del flusso di cause in primo grado nel 2024: assumendo come discriminante la media di due ricorsi depositati al giorno (730 per anno) oltre la metà delle Corti (60 su 112) è al di sotto di tale percentuale; si pensi che l’intera regione Emilia, o il Piemonte o il Veneto o la Toscana hanno ricevuto nell’anno 2024 meno ricorsi, in tutte le Corti di Primo Grado della regione, di quelli ricevuti dalla sola Corte di Reggio Calabria!

Una nota di discrimine, anche se di limitato impatto, è rappresentato dalla realizzazione del principio del giusto processo per cui le spese di giudizio devono seguire la soccombenza: dall’analisi dell’anno 2024 risulta che quando il giudizio è stato completamente favorevole al contribuente questi si è visto riconoscere le spese di lite nel 57% dei casi, mentre nel 43% sono state compensate!

Una sorta di giudizio sommario che lascia spesso scontenti.

L’andamento del mondo del contenzioso tributario sembra quindi cristallizzato nelle sue dimensioni, anche se l’annunciata revisione del numero delle sedi delle Corti di Giustizia porterà, in futuro, probabilmente un ridimensionamento dei numeri, così importanti, delle liti.

 

Gazzetta Tributaria 53, 24/03/2025

 

 

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.