L’ AGENZIA DELLE ENTRATE TRA MEDIOEVO E FUTURO (Gazzetta Tributaria n.29/2025)

L’ AGENZIA DELLE ENTRATE TRA MEDIOEVO E FUTURO (Gazzetta Tributaria n.29/2025)

29 – Le due ultime risposte ad interpelli obbligano l’ Agenzia a compiere un excursus tra medioevo e futuro virtuale.

 

Le risposte ad interpello dell’Agenzia delle Entrate costituiscono una guida per un comportamento applicativo delle varie norme e delle realtà che la quotidianità propone con frequenza; le ultime due pronunce affrontano, da due ottiche diverse, la realtà virtuale e la crescente diffusione degli strumenti informatici, che deve fare i conti con retaggi medioevali come l’imposta di bollo!

La risposta n.42 del 20 febbraio 2025 afferma che la tenuta di libri e registri sociali e contabili esclusivamente con modalità telematica, escludendo quindi ogni supporto cartaceo, non esenta dal corrispondere l’imposta di bollo e la tassa di concessione governativa per i libri sociali, e il richiamo delle norme istitutive di questi tributi all’art.2215 del Codice Civile (che tratta di libri intesi in senso cartaceo) deve essere superato con l’estensione dell’obbligo fiscale a qualunque ipotesi di registro, anche virtuale.

I “vecchi” riferimenti a foglio, pagina e riga possono agevolmente essere superati con l’argomentazione che la misura del tributo può essere ragguagliata al concetto di “registrazione” e quindi sarà dovuto un “bollo” ogni 2500 registrazioni!

Questo conteggio vale anche per i libri sociali (assemblee, consiglio, soci ecc.) attraverso l’equiparazione: l’imposta è dovuta per legge ogni cento pagine; la pagina convenzionalmente è di 25 righe; in caso di registri digitali l’imposta sarà dovuta ogni 100×25=2.500 registrazioni!

Questa imposta di sapore medioevale non demorde e trova nuova vitalità attraverso le registrazioni digitali; naturalmente scompare anche la vignetta e il tutto sarà assolto con un versamento con F 24!

Dopo la rinascita della medioevale imposta di bollo la successiva pronuncia si rivolge alla realtà virtuale!

Un contribuente segnala che sta organizzando un concerto virtuale in cui attraverso visori individuali i partecipanti, che saranno fisicamente in una sala, avranno immagini del compositore/esecutore defunto con suoni e luci sincronizzate.

Si chiede se i corrispettivi (biglietti) per partecipare a questo evento dovranno essere soggetti ad IVA ordinaria oppure potranno godere dell’IVA agevolata prevista per i concerti vocali e strumentali dalla tabella A allegata alla legge IVA che prevede un’aliquota del 10%.

L’Agenzia, con la risposta n. 43 del 20 febbraio 2025 nega l’agevolazione nella considerazione che pur essendo in presenza di uno spettacolo musicale manca uno dei requisiti fondamentali, “l’esecuzione dal vivo” per essere considerato concerto strumentale agevolato.

Effettivamente il fatto che nel visore individuale si possa avere l’immagine del compositore defunto toglie ogni contestualità allo spettacolo!

Due pronunce nella stessa giornata che dimostrano come l’innovazione tecnologica ponga continui nuovi problemi che non consentono di fermarsi a valutare una applicazione rigida di norme esistenti, magari datate!

 

Gazzetta Tributaria 29, 21/02/2025

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.