CHI DI FISCO FERISCE……. (Gazzetta Tributaria n.23/2025)

CHI DI FISCO FERISCE……. (Gazzetta Tributaria n.23/2025)

23 – Commento in libertà su di un caso di conseguenze della corruzione.

 

Per una volta dobbiamo dare atto a FISCO OGGI della correttezza nell’informazione, anche se la fattispecie trattata poteva risultare sgradita.

L’edizione del 12 febbraio 2025 dà conto di una ordinanza di Cassazione, la n. 307 del 8 gennaio 2025 che conferma la legittimità di un accertamento di maggiori redditi, relativi all’anno 2006.

Qual è la particolarità?

Che questi maggiori redditi, qualificati come redditi diversi, sono il frutto di una attività di corruzione svolta da un dirigente di un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.

L’ex direttore ha impugnato l’accertamento che qualificava i proventi come redditi diversi imponibili, vi sono stati due giudizi di merito favorevoli al contribuente, una Cassazione con rinvio nel 2018, un giudizio di merito successivo favorevole all’Agenzia in sede di rinvio, e alla fine l’ordinanza del gennaio scorso che stabilisce la legittimità della tassazione dei proventi illeciti nell’anno in cui vengono percepiti, e condanna l’ex dirigente dell’Agenzia alle spese di lite, stabilite in misura forse minore dell’ordinario (unica nota un po’ dissonante).

Quindi nessun silenzio sul comportamento del dipendente infedele, ma anche FISCO OGGI da conto di questo iter, confermando che i proventi “illeciti” sono soggetti a tassazione ordinaria come redditi diversi, a prescindere dell’eventuale risarcimento già richiesto e pagato in sede penale.

Sembra in ogni caso anacronistico, e forse frutto di colpevole presunzione, che un “birichino” pescato con le mani nel sacco (tanto che è stato condannato!), instauri un complesso contenzioso con l’Agenzia per cercare di non pagare quelle imposte che lui stesso faceva evadere con comportamento penalmente rilevante e condannato!

Una sorta di contrappasso che magari ci si sarebbe atteso venisse taciuto dall’Agenzia, certamente danneggiata dal comportamento illecito del proprio dirigente ma che invece viene presentato come momento di chiarezza dalla voce ufficiale dell’Agenzia – FISCO OGGI.

Forse anche questo momento può essere interpretato come applicazione di quel principio di buona fede che impone di manifestare senza reticenze le varie circostanze che accadono nel mondo dei tributi!

E se in questi quindici anni si sono svolti cinque gradi di giudizio vuol dire che i tempi da “giusto processo” sono possibili!

 

Gazzetta Tributaria 23, 13/02/2025

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.