ANCHE IL TRUFFATORE SI EVOLVE: LA PSEUDO IMPOSTA SULLE CRYPTOVALUTE. (Gazzetta Tributaria n.25/2025)

ANCHE IL TRUFFATORE SI EVOLVE: LA PSEUDO IMPOSTA SULLE CRYPTOVALUTE. (Gazzetta Tributaria n.25/2025)

25 – Un tentativo di phising on line che dimostra l’ evoluzione della truffa.

  

Anche i truffatori seguono le mode e novelli “Gatto e Volpe” di collodiana memoria vanno ora a cercare gli investitori che non seguono i canali tradizionali ma operano on line e con negoziazioni in cryptovalute (con quell’alone di incertezza che la moneta virtuale comporta), cercando di estorcere somme non dovute a titolo di pseudo-imposte.

L’Agenzia delle Entrate segnala il 14 febbraio 2025, e noi volentieri riproponiamo, che un nuovo tentativo di ottenere versamenti si sta sviluppando con la richiesta di pagamenti per un presunto debito d’imposta sui profitti realizzati con trading on line.

Intanto viene il dubbio sulla provenienza dei dati degli investitori, di cui conoscono nomi e indirizzi mail (e anche il numero di telefono) probabilmente frutto dei vari furti di informazioni massive da parte di hacher professionali, come vengono ogni tanto segnalati.

La richiesta, che appare ben formulata graficamente ma contiene alcuni errori di concetto-base, indica l’obbligo di versare un’imposta del 26% sui guadagni da operazioni finanziarie, e il richiamo formalmente è corretto: infatti i proventi da investimenti sono soggetti ad imposta sostitutiva del 26%, ma l’imposta è dovuta in base a dichiarazione!

Non esiste un’ipotesi di necessità di un versamento spot da parte del percettore, caso mai sarà l’erogante ad effettuare la ritenuta.

Proseguendo nella lettura della richiesta truffaldina si scopre che il truffatore, che non si qualifica in quanto il foglio porta l’intestazione (ma non il logo) di Agenzia delle Entrate, il simbolo di Stato (la stella), il logo dell’Agenzia Riscossione e un ulteriore timbro tondo di fantasia, nella fretta di metter le mani sul malloppo, indica le modalità di pagamento con “Bonifico Bancario” ad un fantomatico Contabile Diretto o direttamente dal Cryptoportafoglio(!)

Anche i lettori meno attenti sanno che i pagamenti all’Erario avvengono con Mod. F24 e pensare che si possa operare con un trasferimento diretto di cryptovalute alla Tesoreria Provinciale è veramente irridente!

Oltre tutto la missiva truffaldina chiede in pagamento entro una quindicina di giorni, con ritmi insoliti, minacciando in difetto sanzioni e interessi.

L’Agenzia (quella vera!) segnala che spesso pochi giorni dopo la missiva arriva una telefonata, spesso dall’estero, di sollecito.

Infine la ciliegina, che dimostra oltre tutto una scarsa frequentazione con gli atti ufficiali: la missiva si conclude con “cordiali saluti” formula che è formalmente bandita da tutte le comunicazioni d’ufficio!

Ma i nostri Gatto e Volpe vogliono far capire che tutto sommato vogliono bene alla vittima e lo salutano con affetto!

Naturalmente siamo a disposizione per chiarire eventuali situazioni, perché la GAZZETTA TRIBUTARIA a volte è sarcastica, ma alla fine cerca di collaborare per un Fisco migliore!

 

Gazzetta Tributaria 25, 17/02/2025

 

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