MAGAZZINO FISCALE: UNA ZAVORRA CHE RISCHIA DI FAR NAUFRAGARE (Gazzetta Tributaria n.59/2025)

MAGAZZINO FISCALE: UNA ZAVORRA CHE RISCHIA DI FAR NAUFRAGARE (Gazzetta Tributaria n.59/2025)

 

59 – Le comunicazioni ufficiali dell’Agenzia inducono a qualche considerazione.

 

 Il 27 marzo 2025 il Direttore generale delle Agenzie Fiscali, avv. Vicenzo Carbone ha presentato in Commissione Bilancio del Senato  le considerazioni ufficiali dell’Agenzia sulla situazione del c.d. magazzino fiscale e le prospettive di riscossione.

La stampa quotidiana ha dedicato ampi cenni, a seconda dell’inclinazione politica favorevoli o contrari ad ogni ipotesi di “sistemazione” del magazzino fiscale, ma vorremmo offrire ai lettori una visione un po’ più tecnica di una situazione che lo stesso Direttore Carbone definisce “di consistenza anomala”.

Per avere dei termini, semplici, di paragone si consideri che la legge finanziaria che ogni anno impegna il parlamento in estenuanti trattative e rimodellamenti cerca di reperire da venti a trenta miliardi di euro: il magazzino fiscale, incagliato, vale nominalmente circa 1300milardi di euro: sono più di quaranta finanziarie!

Ma che cosa accade nella maggioranza dei casi: lo spauracchio della Corte dei Conti e della responsabilità personale del pubblico funzionario agisce da freno rispetto all’accertamento della verità: è più semplice non agire e mantenere un credito al valore nominale piuttosto che dover dimostrare che effettivamente da quella partita non si potrà incassare nulla, perché c’è sempre il rischio che un giudice zelante apra una procedura di danno erariale, e poi si vedrà!

Decine di anni di esperienza professionale hanno permesso di “toccare con mano” la difficoltà di ottenere un provvedimento di sgravio, anche in presenza di eventi certi.

Abbiamo già segnalato come una delle colpe di questa situazione sia anche rappresentata dal meccanismo formale della contabilità pubblica: per il nostro Stato un accertamento dei redditi vale entrata tributaria sin dalla emanazione; se poi quell’accertamento sfocerà in una iscrizione a ruolo che non troverà alcun bene su cui soddisfarsi sono problemi successivi: l’entrata è già stata registrata nell’anno di emissione dell’accertamento, e…… del diman non c’è certezza!

Risulta dalla relazione fatta in Senato dal Direttore Carbone che circa il 10% del magazzino “cartelle” è rappresentato da crediti relativamente ai quali l’Agenzia Riscossione deve ancora avviare azioni esecutive: certamente questo ritardo aggrava la capacità di riscossione degli importi!

Un paio di dati appaiono particolarmente preoccupanti, sintomo di una difficoltà di agire: oltre 300milardi di crediti/magazzino sono stati affidati alla Riscossione almeno 15 anni fa (!); le singole partite di ruolo (poste di credito fiscale diviso per anni e per oggetto) sono quasi 300milioni (in termini pratici vorrebbe dire trecento milioni di partiche! E per ricordare le esagerazioni della statistica almeno 6 partite per ogni cittadino!!).

Ancora più stupefacente è sentire riferire che di questi 300 milioni di partite il 75% ha valore inferiore a mille euro!

Shakespeare scriveva: molto rumore per nulla!, ma ci metteva cinque atti per far finire la storia; noi invece vogliamo sperare che questa zavorra, di dimensioni così imponenti mantenga il suo scopo principale – la zavorra serve per stabilizzare la nave – e non si trasformi, invece, in un acceleratore di naufragio, come avviene quando la zavorra si sposta improvvisamente!

In ogni caso, la navigazione con questo carico non sarà facile!

 

Gazzetta Tributaria 59, 31/03/2025

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